OPI TRENTO – UPIPA: SINERGIE PER LA PROFESSIONE

Il Consiglio Direttivo e la Commissione Albo Infermieri, in coerenza con le previsioni contenute nel programma politico, hanno incontrato UPIPA

| Infermieri | politica

1 giugno 2021 – Il Consiglio Direttivo e la Commissione Albo Infermieri, in coerenza con le previsioni contenute nel programma politico dell’Ordine, hanno incontrato UPIPA. L’incontro è stato caratterizzato dalla condivisione sui temi della sicurezza e qualità delle cure infermieristiche e in generale sanitarie agli ospiti, dell’attrattività dell’assistenza agli anziani in RSA e della valorizzazione della professione infermieristica in questi setting di assistenza. Su tali temi è emerso ascolto reciproco, condivisione e sono state esplicitate le priorità e le opportunità prossime e future di interlocuzione e sinergia istituzionale.

Bene le recenti dichiarazioni mezzo stampa di UPIPA relative ad una riforma del sistema RSA per quanto riguarda le funzioni sanitarie e la necessità di rafforzare competenze e ruoli sia di infermieri che di medici e l’istituzione a tal fine di un comitato scientifico per identificare ruoli e funzioni per delineare azioni e strategie per rendere il lavoro in RSA più gratificante e attrattivo.

All’incontro hanno partecipato Michela Chiogna neo Presidente UPIPA, Daniele Stefani componente del CdA UPIPA e Massimo Giordani Direttore UPIPA, per il Consiglio Direttivo OPI Trento il Presidente Daniel Pedrotti, il Segretario Giovanni Walter Marmo, la Tesoriera Elisa Marinelli, la Consigliera Elisa Contini e per la Commissione di Albo Infermieri la Presidente Maria Brentari.

Di seguito la posizione presentata da OPI Trento nell’incontro con UPIPA con le priorità per la professione infermieristica in RSA.

Nelle RSA trentine l’attuale scenario relativo all’assistenza infermieristica si caratterizza per:

  • bisogni sanitari e assistenziali sempre più complessi degli ospiti residenti nelle RSA trentine legati all’aumento dell’età media, delle co-morbilità, delle politerapie (complessità profili SVAMA 44% gravi, 41,9% medi, indagine UPIPA 2018) con conseguente significativo aumento del fabbisogno di competenze sanitarie e assistenziali. L’emergenza sanitaria da SARS CoV-2 ha ulteriormente palesato l’esigenza di potenziare competenze sanitarie infermieristiche;
  • dotazioni infermieristiche quantitative e qualitative sottodimensionate che pongono a rischio la sicurezza degli ospiti. Gli infermieri sono una risorsa preziosissima ed insostituibile difficile da reperire in questo momento e le RSA sono setting di cura dove l’infermiere dovrebbe agire appieno i propri ambiti di autonomia e responsabilità nella presa in carico della persona. Assistere per un infermiere 50 – 60 ospiti durante i turni del mattino o pomeriggio e fino a 110/115 durante la notte, come tuttora avviene, non permette di garantire sicurezza delle cure ai pazienti anziani con cronicità e fragilità e determina carichi assistenziali elevatissimi per gli infermieri ad alta componente di stress;
  • scarsa attrattività dell’assistenza infermieristica all’anziano in RSA: si evidenzia che spesso ai concorsi per infermiere in RSA si presentano pochi candidati o vanno addirittura deserti e il turnover infermieristico è elevato (molti infermieri in occasione di un concorso in APSS lasciano le RSA pur riconoscendo che sono contesti ad elevato potenziale per la professione infermieristica);
  • competenze infermieristiche sempre più qualificate: evoluzione della formazione universitaria, corsi di perfezionamento, master e laurea magistrale.

Alla luce di quanto sopra premesso, l’Ordine ritiene irrinunciabili le seguenti aree di azione/intervento:

  • dotazioni di infermieri adeguate: potenziamento e modulazione dello standard quantitativo e qualitativo di infermieri per numero di ospiti in relazione al criterio della complessità/intensità assistenziale degli ospiti stessi nonché delle caratteristiche organizzative e strutturali del contesto, delle competenze necessarie e del modello assistenziale;
  • investimento strutturato su competenze avanzate e specialistiche degli infermieri: ad esempio incentivare e sostenere la partecipazione a corsi di perfezionamento, master, laurea magistrale, corsi di formazione continua di tipo clinico, …;
  • riconoscimento delle competenze avanzate e specialistiche degli infermieri con percorsi di crescita e di carriera: istituire percorsi di carriera per riconoscere agli infermieri i diversi livelli di responsabilità e di merito e prevederne un’adeguata retribuzione. L’elevata qualificazione e le specializzazioni degli infermieri nelle aree clinico-assistenziali (ad es. prevenzione delle infezioni, cure palliative, ulcere da pressione, malnutrizione, declino cognitivo, …), della formazione e dell’organizzazione (coordinatore, dirigente), sono necessarie oggi per rispondere a bisogni e processi complessi che caratterizzano l’assistenza e la cura degli anziani.
  • integrazione di funzioni di leadership infermieristica, anche dirigenziale, nella governance delle RSA: istituire posizioni di direzione infermieristica in staff alla direzione per governare processi finalizzati alla progettazione e implementazione di processi di cambiamento e innovazione di modelli assistenziali centrati sulla persona e la famiglia e per governare processi assistenziali che integrino bisogni sanitari, assistenziali e sociali.

È necessario investire sull’attrattività dell’assistenza all’anziano in RSA, mettendo in campo una pluralità di strategie, a partire dal creare le condizioni affinché gli infermieri possano agire appieno la loro professionalità con modelli assistenziali innovativi e siano riconosciute e valorizzate le loro competenze in modo strutturato sia dal punto di vista giuridico che economico.