NON SIAMO UN ROBOT

L'Ordine prende posizione sull'articolo pubblicato oggi su un quotidiano locale dal titolo Ari, la “robot-infermiera” che imparerà a sorridere

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Ari, la “robot-infermiera” che imparerà a sorridere, è il titolo pubblicato oggi sul Quotidiano L’Adige. L’articolo, pur descrivendo gli obiettivi e gli step del progetto di ricerca sull’umanoide sociale chiamato “Ari” ed esplicitando chiaramente che il robot non è un infermiere o un medico, associa nel titolo le parole “robot-infermiera”. Gli infermieri sono professionisti sanitari e non robot.

Si premette che l’Ordine sostiene e promuove con convinzione l’innovazione tecnologica in sanità, se utile a supportare i sanitari a fornire risposte di salute sempre più efficaci ed efficienti ai cittadini.

È inaccettabile essere comparati nel titolo dell’articolo con un robot, è un’offesa a tutti gli infermieri: alla loro dignità professionale, alla loro professionalità e alle loro competenze sviluppate e acquisite in percorsi universitari (laurea, master di specializzazione, laurea magistrale, dottorato di ricerca), formazione continua ed esperienza clinica. L’infermiere valuta i bisogni di salute della persona, prende decisioni in autonomia e in integrazione con gli altri professionisti del team per migliorare gli esiti di salute dei pazienti, educa a corretti stili di vita, sostiene la persona e la famiglia nei momenti di sofferenza e condivide con la persona stessa strategie per farne fronte, accompagna il paziente negli ultimi giorni di vita. Tutte competenze che richiedono un’alta qualificazione e che non possono essere banalizzate comparando l’infermiere ad un robot.

Ma è un’offesa soprattutto per i cittadini che, come emerge dalle ricerche e dai mezzi di stampa, apprezzano gli infermieri per la loro vicinanza, umanità e professionalità e riconoscono il loro contributo sulla propria salute.

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Trento si aspetta rispetto nei confronti dei 4600 infermieri che rappresenta e dei cittadini che ricevono assistenza e cure grazie al nostro sistema sanitario nazionale e provinciale, dove infermieri, medici e altri professionisti sanitari ne costituiscono la colonna portante.

Gli Organi di stampa hanno una responsabilità deontologica nel veicolare informazioni corrette e rispettose e ci aspettiamo un impegno ed attenzione in tal senso.

Il Presidente
dott. Daniel Pedrotti