L’ORDINE DEGLI INFERMIERI HA AGITO NEL RISPETTO DELLA LEGGE E NELL’ESCLUSIVO INTERESSE DEL DIRITTO ALLA SALUTE DEI CITTADINI

In merito a quanto apparso oggi su un quotidiano locale dal titolo “Cia, volontario dai frati: verifiche”, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trento esprime stupore per la pubblicazione di informazioni che per loro natura devono rimanere riservate e ritiene di esprimere quanto segue.
La legge 3/2018 stabilisce che per esercitare la professione di infermiere in Italia è necessario essere in possesso del prescritto titolo di studio ed essere iscritti al rispettivo albo professionale dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche.
Gli Ordini, in qualità di enti sussidiari dello Stato, hanno nel mandato istituzionale previsto dalla legge il contrasto all’abusivismo professionale.
A tal proposito l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trento è impegnato e vigila costantemente per contrastare l’abusivismo professionale al fine di garantire la professionalità di chi esercita la professione infermieristica. Questo a garanzia dei cittadini, ma anche della qualificazione di tutti gli infermieri che operano avendo i titoli richiesti per legge e la necessaria preparazione.
Il DL 9 marzo 2020 n. 14 “Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all’emergenza COVID-19.” prevede all’art. 1 comma 6 “Fino al 31 luglio 2020, al fine di far fronte alle esigenze straordinarie e urgenti derivanti dalla diffusione del COVID-19 e di garantire i livelli essenziali di assistenza, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, in deroga all’articolo 5, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e  all’articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, verificata l’impossibilità di assumere personale, anche facendo  ricorso  agli idonei in graduatorie in vigore, possono  conferire incarichi di lavoro autonomo, con durata non superiore ai sei  mesi, e  comunque entro il termine dello stato di emergenza a  personale medico e a personale infermieristico, collocato in quiescenza, anche ove non iscritto al competente albo professionale in conseguenza del collocamento a riposo” […].
Stando alla lettura della norma, durante il periodo emergenziale, parrebbe possibile derogare all’obbligo di iscrizione all’albo professionale prescritto dalla legge 3/2018 purché sussistano i seguenti presupposti: un incarico di lavoro autonomo di durata non superiore ai sei mesi conferito da Regioni e Province, e quindi non da enti privati, e la condizione di quiescenza dell’interessato perché collocato a riposo ovvero in pensione.
Pertanto si è ritenuto opportuno sollecitare una verifica da parte degli organi competenti non ravvisando tali presupposti nel caso specifico. In ogni caso si fa presente che l’attività di vigilanza e controllo dell’Ordine non è sospesa durante questo periodo di emergenza sanitaria ed anzi è a maggior ragione dovuta onde evitare abusi, proprio a tutela del generale diritto alla salute garantito a tutti dalla Costituzione italiana.

Alla luce di quanto premesso l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trento ritiene di aver agito nel pieno rispetto del proprio mandato istituzionale di vigilanza e contrasto all’abusivismo professionale, nella correttezza della norma italiana vigente, a tutela della qualificazione di tutti gli infermieri che operano avendo i titoli richiesti per legge e la necessaria preparazione e soprattutto a tutela dei cittadini nel garantire loro la professionalità di chi esercita la professione infermieristica.

Infine, in merito all'”accusa” di parzialità politica mossa dall’Infermiere Claudio Cia nel comunicato stampa odierno, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trento precisa che ogni iniziativa è sempre improntata al rigoroso rispetto dei principi di imparzialità e correttezza, oltre ad essere soggetta al vaglio preventivo dell’intero Consiglio Direttivo. Ciò posto, questo Ordine vuole rimanere estraneo ad ogni polemica politica.