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27.01.2026

Onore ad Alexander Pretti, infermiere tragicamente ucciso negli Stat Uniti

ultima modifica 25/01/2026

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Trento apprende con profonda tristezza e costernazione la tragica morte del collega Alexander “Alex” Jeffrey Pretti, 37 anni, cittadino statunitense con origini trentine. Ricercatore presso l’Università del Minnesota e, dal 2021, infermiere di terapia intensiva presso il Veterans Affairs Medical Center di Minneapolis, Alex Pretti era un uomo e un professionista profondamente dedicato alla cura delle persone e al benessere delle comunità in cui operava. La sua uccisione a Minneapolis da parte di agenti federali statunitensi costituisce una perdita dolorosa per l’intera professione infermieristica.

L’Ordine esprime la propria ferma condanna verso ogni forma di violenza contro gli operatori sanitari, inaccettabile in qualsiasi contesto – nei luoghi di lavoro, nelle comunità civili o in territori segnati da conflitti, come Gaza, l’Ucraina e molte aree dell’Africa, tra cui Sudan del Sud, Somalia, Mozambico e Repubblica Democratica del Congo -, dove numerosi professionisti sanitari continuano a mettere a rischio la propria vita per garantire cure e assistenza alla popolazione.

L’Ordine richiama con fermezza l’attenzione sulle condizioni di sicurezza e dignità degli infermieri, riconoscendo il loro ruolo fondamentale come costruttori di pace, nel tutelare la salute delle persone, proteggere la vita umana e sostenere chi si trova nella fase di maggiore vulnerabilità.

Ci uniamo al cordoglio internazionale espresso da enti, associazioni e colleghi in tutto il mondo, esprimendo solidarietà alla famiglia, agli amici, ai colleghi di Alex Pretti e a tutta la comunità infermieristica americana. Sosteniamo l’appello affinché ogni evento così drammatico sia oggetto di indagini condotte con trasparenza, verità e responsabilità, nel pieno rispetto della dignità umana e dei principi deontologici della professione infermieristica.

Onorare chi ha sacrificato la propria vita ci impone una responsabilità condivisa: lavorare ogni giorno per rendere i luoghi di cura e la società più sicuri, dignitosi e rispettosi dei diritti umani.